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Gigi e Francesco

Tommaso Donati

Classe 1°B, Scuola Secondaria di Primo Grado “Aldo Moro”, Saronno

“Uffa, che lavoro pesante! Voglio scioperare per difendere i miei diritti” disse Gigi affaticato dal peso che trasportava sulle spalle.
Caro lettore, lo sai che cosa conteneva quel sacco?
Delle pietre preziose, proprio così: pietre preziose.
Con Gigi lavorava Francesco che, non era più un giovanotto. Trasportava sacchi che, messi sulla bilancia pesavano il triplo, ma non sembrava affaticato. Gigi lo guardava e pensava “Francesco non me la racconta giusta! Forse il sacco contiene piume o solo aria” e guardandolo di traverso gli propose “facciamo cambio?” e affidò il proprio sacco a Francesco, facendo in fretta prima che cambiasse idea!
Gigi con tutte le sue forze provò a sollevare, ma accidenti (!) non riuscì. Allora chiese: “Ma, dimmi la verità! Come fai a reggere un peso così?”
“Vieni qui: nessun segreto! Quando avevo la tua età, trovavo anche io massacrante questo lavoro e sai perché? Perché lavoravo malvolentieri, mi lamentavo, non vedevo l’ora che suonasse la sirena del fine turno.
Un giorno arrivò in città una persona molto importante annunciata da manifesti coloratissimi!
Tutti noi ci recammo in piazza Generosità.
E mentre parlava alla folla notai, incastonate in una collana delle pietre provenienti dalla nostra miniera: ecco dove andava a finire la mia fatica. Era per una persona che
parlava di pace, amore e fraternità. In quell’occasione, staccò le pietre dalla collana e le regalò ai poveri della città che rivendendole, divennero cibo, vestiti e medicine. Bello!
La mia fatica era anche per i poveri. Da quel giorno, quando lavoro, penso a loro.”
Gigi sorrise, riprese il proprio sacco che non pesava più come prima, perché la generosità l’avevo reso più leggero.